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Catania, the Volcanic Baroque

Catania

The Volcanic Baroque


Forgetting the solemn presence of the volcano Etna behind the city (it will be the subject of a post to follow), we visit the ancient city of Catania, overlooking the Ionian Sea through the gulf that bears the name of the city itself.
Catania is located in the most densely populated metropolitan area of Sicily and encompasses various poles (logistic, commercial and industrial) synonymous with wealth and well-being. Which, however, being in South Italy are poorly distributed in the territory. And this is the only possible criticism of an area of great culture and dedication to the country, its customs, the infinite beauty.
We can temporarily forget the nearby volcano, but we must not overlook the fact that the richness of the area is due to the volcano itself, the main responsible for the representation of a luxuriant nature. Around its city limits, Catania presents an area cultivated partly near the sea, an incomparable producer in the agricultural sector of typical citrus fruits, sweeter and juicy here than in the rest of the island.


You will find an exceptional number of parks and gardens, woods and small woods also in the center, thanks to the water network and the presence of an underground river, the Amenano, which flows to the port area. The lava flows were guilty of an important change in the town structure: the most important came to surround the Ursino Castle in 1669 and tried to reach the port.
We can therefore imagine, over the last few centuries, how unsafe the life of the locals was. Not only did Etna produce victims, but, as ancient sources tell us, great damage can be attributed to it, caused by the collapse of roofs due to the heavy weight of the ashes and crops destroyed by the eruptions. Today we can consider Etna an active volcano, but significantly quiet compared to the past.
The prehistoric phases have been fixed on specific dates: the second half of the sixth millennium BC and the end of the fifth millennium BC, of which there are traces of inhabited areas with huts at the beginning of the Eneolithic Era. Greek colonists, Syracusan and Campanian conquerors, then the Romans and the Ostrogoths, the Byzantines followed by the Muslims. The Swabians, the Angevins and Aragon, then the Spaniards and Bourbons. These are the most important actors in the passage of centuries, until the arrival of a great and tragic eruption (1669) and an earthquake – Val di Noto, 1693 – after which the baroque reconstruction began. We can still admire this in the streets of Catania, so we are able today to say that Great Beauties comes from great natural damages.
The symbol of the city is the elephant depicted on the artefact in the center of the Piazza del Duomo, which also bears symbols related to the Isis cult. The city is a UNESCO heritage, the long list of Things to See is clear proof of this.


With www.sicilyexcursions.com you will be able to organize all the visits in eastern Sicily, accompanied by expert guides, and the certainty of not losing any particular or historical detail.

How to get there:
 Airport: Catania (CTA)
To be seen:

 Old town: (Teatro Romano, Odeon, Anfiteatro, Terme dell’Indirizzo, Terme della Rotonda, Terme Achilliane)

 Medieval town: (Cappella Bonajuto, absidi della Cattedrale di Sant’Agata)

 Renaissance City: (Chiesa di Santa Maria di Gesù, Monastero dei Benedettini, Mura di Carlo V, fontana dei Sette Canali, fontana di Sant’Agata)

 The baroque:
 St. Agata cathedral
 Sant’Agata la Vetere church, via Santa Maddalena, built on a church dated 264
 San Francesco church in Piazza San Francesco with the remains of Eleonora d’Angiò
 Santissima Trinità Monastery, via Vittorio Emanuele
 basilica Maria Santissima dell’Elemosina (regia Cappella), in the via Etnea
 The Elephant building (town hall headquarters), Palace of the Seminario dei Chierici and the Amenano fountain, piazza del Duomo
 Palazzo Biscari, via Biscari
 Palazzo del Toscano, piazza Stesicoro
 Palazzo Reburdone, via Vittorio Emanuele II
 Palazzo Gravina Cruyllas, piazza San Francesco
 Palazzo Bruca, via Vittorio Emanuele II
 Palazzo Fassari Pace, via Vittorio Emanuele II
 Palazzo Valle, via Vittorio Emanuele II, seat of the foundation Puglisi-Cosentino
 Villa Cerami, via Crociferi, seat of the Law Faculty
 The Uzeda Door, via Beato Giuseppe Dusmet
 The Ferdinandea Door, today Porta Garibaldi, built in 1768 in piazza Palestro
 The Elephant Fountain

Il barocco vulcanico

Dimenticando la solenne presenza del vulcano Etna alle sue spalle (sarà soggetto di un post a seguire), visitiamo l’antica città di Catania, affacciata sul mar Ionio tramite il golfo che porta il nome della città stessa.
Catania si situa nell’area metropolitana più densamente abitata della Sicilia e riassume in sé vari poli (logistico, commerciale ed industriale) sinonimi di ricchezza e benessere. Che però, trovandoci in Italia, vengono mal distribuite sul territorio. E questa è l’unica critica possibile ad una zona di grande cultura e dedizione al paese, alle sue usanze, alle infinite bellezze.
Possiamo dimenticare temporaneamente il vulcano vicino, ma non dobbiamo sorvolare il fatto che la ricchezza del terreno della zona è dovuta al vulcano stesso, principale responsabile della rappresentazione di una natura rigogliosa. Attorno ai suoi confini cittadini Catania presenta un territorio coltivato in parte vicino al mare impareggiabile produttore nel settore agricolo di agrumi tipici, più dolci e succosi qui che in tutto il resto dell’isola.
Troverete un eccezionale numero di parchi e giardini, boschi e boschetti anche in centro, grazie alla rete idrica grazie alla presenza di un fiume sotterraneo, l’Amenano, che sfocia all’altezza del porto. Le colate laviche furono colpevoli di un cambiamento importante nella struttura cittadina: la più importante arrivò a circondare il Castello Ursino nel 1669 e cercò di arrivare al porto. Possiamo dunque immaginare, nel corso degli ultimi secoli, quanto fu poco sicura la vita degli abitanti del luogo. Non solo l’Etna produsse vittime, ma, come ci riportano antiche fonti, gli si possono attribuire grandi danni, provocati dal crollo di tetti per l’importante peso delle ceneri e raccolti distrutti dalle eruzioni. Oggi possiamo considerare l’Etna un vulcano attivo, ma significativamente tranquillo in confronto al passato.
Le fasi preistoriche oggi sono state fissate in date precise: la seconda metà del sesto millennio a.C. e la fine del quinto millennio a.C., di cui si hanno tracce di abitati con capanne all’inizio dell’Eneolitico. Coloni greci, conquistatori siracusani e campani, poi i Romani e gli Ostrogoti, i Bizantini seguiti dai musulmani. Gli Svevi, gli Angioini e l’Aragona, quindi gli spagnoli e i Borbone. Questi gli attori più importanti nel passaggio dei secoli, fino all’arrivo di una grande e tragica eruzione (1669) e di un terremoto – Val di Noto, 1693 – in seguito a cui si iniziò la ricostruzione barocca che possiamo ammirare ancora oggi per le vie di Catania, per cui possiamo affermare che da un male o un danno può sorgere la grande bellezza.
Simbolo della città è l’elefante raffigurato sul manufatto al centro della piazza del Duomo che porta anche simboli legati al culto isideo.
La città è patrimonio UNESCO, ne è chiara dimostrazione la lunga lista di Cose da Vedere.

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Come arrivare:
 Aeroporto: Catania – CTA

Da vedere:

• La città antica (Teatro Romano, Odeon, Anfiteatro, Terme dell’Indirizzo, Terme della Rotonda, Terme Achilliane)

• La città medioevale (Cappella Bonajuto, absidi della Cattedrale di Sant’Agata)

• La città rinascimentale (Chiesa di Santa Maria di Gesù, Monastero dei Benedettini, Mura di Carlo V, fontana dei Sette Canali, fontana di Sant’Agata)

• La città barocca:
• la cattedrale di Sant’Agata
• la chiesa di Sant’Agata la Vetere, in via Santa Maddalena, sorge su una chiesa del 264
• la chiesa di San Francesco in piazza San Francesco, che custodisce le spoglie di Eleonora d’Angiò
• il monastero della Santissima Trinità, in via Vittorio Emanuele
• la basilica Maria Santissima dell’Elemosina (regia Cappella), in via Etnea
• il palazzo degli Elefanti (sede del municipio), il palazzo del Seminario dei Chierici e la fontana dell’Amenano, in piazza del Duomo
• il palazzo Biscari, in via Biscari
• il palazzo del Toscano, in piazza Stesicoro
• il palazzo Reburdone, in via Vittorio Emanuele II
• il palazzo Gravina Cruyllas, in piazza San Francesco
• il palazzo Bruca, in via Vittorio Emanuele II
• il palazzo Fassari Pace, in via Vittorio Emanuele II
• il palazzo Valle, in via Vittorio Emanuele II, sede della Fondazione Puglisi-Cosentino
• la villa Cerami, in via Crociferi, sede della facoltà di Giurisprudenza
• la porta Uzeda in via beato Giuseppe Dusmet
• la porta Ferdinandea, detta oggi porta Garibaldi, costruita nel 1768 e sita in piazza Palestro
• la fontana dell’Elefante

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