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Boarezzo the top country open air museum in Italy

Boarezzo

A Well-hidden simple jewel

As many of you know- and if they do not know I will say it now – Italy is a treasure chest of precious, some very visible to the eyes of all, others well hidden. The latter are difficult to be found and I hope to have given you the opportunity to note that the writer has the extraordinary power to know how to search and choose a destination out of the ordinary.
Today I present to you a small mountain village of the high Varese area, a natural balcony nestled in chestnut forests dating back to its first formation in Roman times and in its development in the centuries to follow up to the Cisalpine Republic, passed in the last century from the Municipality of Como to that of Varese.
To reach it, you need patience and acumen, because the journey can be long, but in the end you will find yourself immersed in a place of peace and unexpected silence after traffic and stress. In a village of this type, in these latitudes, life took place around a few necessary and irreplaceable elements. We have certain news of the settlement of a Tuscan family that dedicated itself to the production of charcoal of which the area was very rich. The product was then transported to nearby Milano on ox carts, so the indication of the location became: the oxen of those of Arezzo” which in Italian sounds “Boarezzo”.


Here life, as then, takes places in a slow pace, the few houses are gathered together among the trees, the narrow streets adorned with pebbles on which your steps resonate to the void… Ideal place for those who seek solitude and oblivion, but in the passage of time a certain degradation was created. Bu at some point in its existence Boarezzo became a holiday resort and leisure station: first thanks to the creation of a holiday colony for the orphans of the Great War owned by the Italian Touring Club, then thanks to the installation of the Hotel Piombello, an elegant Art Nouveau structure designed by Giovanni Chini, sculptor of the place. The Hotel offered 70 rooms and a dining room for 200 people, tennis and bowling courts, and at the beginning of the 1900s the holiday in Boarezzo became a coveted destination for the Milano citizens. Today we can only admire the beauty of the property thanks to some vintage postcards, since the building is in complete disintegration and testimony of decay. In fact, after the Second World War tourists preferred other more equipped destinations and the management failed.


In the early 1980s the painter Mario Alioli brought together some valued artists of the time and the streets of the village became an open-air exhibition of various Italian authors, which managed to recreate a bit of movement in the country, and which unites many Italian cities: the association “Friends of Boarezzo” takes care of this exhibition and presents some interesting works, all inspired by the place and the ancient crafts of those who lived here. In the artist village dedicated to Odoardo Tabacchi and Giuseppe Grandi, two great representatives of 19th century art, you will find exhibited the works of 16 artists on painted and frescoed panels, hanging on the outer walls of the houses: you will see at work bakers, farriers, potters, woodmen and basket makers. They were joined by the paintings of the students of the Summer Design School designed by Aioli, relating to local flora and fauna.


An open-air museum ready to welcome you in a place of peace and simple beauty.
If this quite unknown destination reached your attention I kindly invite you to subscribe to my newsletter on Home Page to be informed about upcoming destinations.
www.valganna.info
GPS: 45°54’48.457”N 8°50’4.495”E

How to get there:
Airport: all Milan Airports in about 1 hour. Take a car to Varese
 From Varese to Boarezzo by car: take the SS233 Valganna avenue and pass Campubella; at the crossroad, turn right on the SP 29 to Boarezzo.

To be seen:
– In the area visit the Ghirla town.

Gioiello nascosto


Come molti di voi sanno – e se non lo sanno lo dirò io – l’Italia è uno scrigno di preziosi, alcuni visibilissimi agli occhi di tutti, altri ben nascosti. Questi ultimi bisogna saperli trovare e spero di avervi dato occasione di notare che chi scrive ha il potere straordinario di saper cercare e scegliere una destinazione al di fuori dal comune.


Oggi vi presento un piccolo borgo montano dell’alto Varesotto, balcone naturale immerso in boschi di castagneti risalente nella sua prima formazione all’epoca romana e nel suo sviluppo nei secoli a seguire fino alla Repubblica Cisalpina, passato nel secolo scorso dal Comune di Como a quello di Varese.
Per raggiungerlo, occorre pazienza ed acume, perché il viaggio può essere lungo, ma alla fine vi troverete immersi in un luogo di pace e silenzio inaspettato dopo il traffico e lo stress. In un borgo di questo tipo, a queste latitudini, la vita si svolgeva attorno a pochi elementi necessari ed insostituibili. Abbiamo notizie certe dell’insediamento di una famiglia toscana che si dedicò alla produzione del carbone di legna di cui la zona era ricchissima. Il prodotto veniva poi trasportato alla vicina Milano su carri di buoi, perciò l’indicazione della località divenne: “i buoi di quelli di Arezzo”, ridotta in seguito a Boarezzo.


Qui la vita, come allora, si svolge in ritmo lento, le poche case si trovano riunite tra gli alberi, le vie strette ornate da ciottoli in cui i vostri passi risuonano al vuoto. Luogo ideale per chi cerca solitudine e oblio, nel passaggio del tempo si venne a creare un certo degrado. Ma ad un certo punto della sua esistenza Boarezzo divenne stazione di villeggiatura e svago: dapprima grazie alla creazione di una colonia di vacanza per gli orfani della grande guerra grazie al Touring Club Italiano, in seguito all’installazione dell’Albergo Piambello, una elegante struttura liberty ideata da Giovanni Chini, scultore del luogo. L’hotel offriva ben 70 camere e una sala da pranzo per 200 persone, campo da tennis e da bocce ed a inizio secolo 1900 la vacanza a Boarezzo divenne meta ambita per i cittadini di Milano. Oggi possiamo solo ammirare la bellezza della struttura grazie ad alcune cartoline d’epoca, poiché lo stabile è in completo sfacelo e testimonianza di decay. Infatti, dopo la seconda guerra mondiale i turisti preferirono altre destinazioni più attrezzate e la gestione fallì.


Agli inizi degli anni ’80 il pittore Mario Alioli riunì alcuni artisti dell’epoca, e le strade del paese divennero una mostra a cielo aperto di vari autori italiani, cosa che riuscì a ricreare un po’ di movimento in paese, e che accomuna molte città italiane: l’associazione “Amici di Boarezzo” presenta nelle vie del villaggio alcune interessanti opere, tutte ispirate dal luogo e agli antichi mestieri di chi qui viveva.
Nel villaggio artistico dedicato a Odoardo Tabacchi e Giuseppe Grandi, due grandi rappresentanti dell’arte dell’Ottocento, troverete esposte le opere di 16 artisti su pannelli dipinti e affrescati, appesi ai muri esterni delle case: vedrete all’opera panettieri, maniscalchi, vasai, boscaioli e cestai. Ad essi si sono aggiunti i dipinti degli allievi della Scuola Estiva di Disegno ideata dall’Aioli, relativi a flora e fauna locali.
Un museo a cielo aperto, pronto ad accogliervi in un luogo di pace e semplice bellezza.


Se questa destinazione inusuale ha attirato la vostra attenzione vi invito a sottoscrivere la newsletter in Home Page per essere informati sulle prossime destinazioni.
Come arrivare:
www.valganna.info
GPS: 45°54’48.457”N 8°50’4.495”E

Come arrivare:
 Dai vicini aeroporti di Milano prendere l’autostrada in direzione Varese.
 Da Varese in auto: prendere la SS233 – Viale Valganna e superare Campubella; al bivio girare a destra sulla SP29 fino a destinazione.
Cosa vedere:
 In zona: visitare anche il villaggio e il lago di Ghirla

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