fbpx

Reynisfjara Beach, Iceland

Reynisfjara Black Beach, Iceland

Nero totale


La spiaggia nera di Reynisfjara è, tra le spiagge a lei simili nel mondo, la più magica e misteriosa tra tutte. Il luogo è, come tutte le destinazioni di interesse nell’isola dei troll, frutto dell’erosione di detriti di origine vulcanica e ceneri di colate laviche. Impressionante come la maggior parte dei panorami naturali di questa meravigliosa isola, destinazione negli ultimi anni di un turismo intenso, purtroppo, ma meritato grazie all’effetto prodotto ai visitatori dall’immersione totale in un ambiente ancora – quasi – intatto e stupefacente.


Resterete attoniti davanti alle colonne di basalto, mura allineate a sovrastare una spiaggia di sassi e sabbia di cui troverete a fatica uguali. Questi pilastri naturali fecero da modello per la costruzione della chiesa di Hallgrímskirkja, a Reykjavik all’architetto Guðjón Samúelsson, ed è notevole l’evidenza dell’esempio.


Il panorama è allargato dalla spiaggia ai due faraglioni Reynisdrangar: la leggenda racconta che due troll furono trasformati in pietra quando furono sorpresi dalla luce del sole all’alba, mentre cercavano di trafugare una nave. Sopra di noi una colonia di uccelli marini ci sorprende con versi acuti: pulcinelle di mare, anatre e gabbiani sono l’unico rumore nel luogo, col sottofondo del rumore di forte risacca. Un mare dalle acque gelide ed imprevedibili da cui ci consigliano di star lontani, perché pericoloso: si è già trascinato al largo qualche turista incauto in passato.


L’erosione del vento ha creato alcune mitiche grotte e la cinematografia ne ha sfruttato l’inquietante bellezza, inserendole in alcuni film come “Noah” di Russell Crowe (nella grotta di Raufarholshellir Anthony Hopkins ha interpretato il ruolo del padre del protagonista) e nella serie TV americana Trono di Spade (luogo d’approdo di Jon prima di arrivare a Forte Orientale).
Davanti allo splendore di questo luogo mistico, sono rimasta impressionata dal profondo senso di rispetto e di appartenenza da parte della nostra guida, un gentiluomo locale (consiglio di scegliere sempre una guida professionale del posto se avete buona conoscenza della lingua inglese) che ci ha introdotto alla conoscenza delle tradizioni e usi degli eredi del popolo vichingo. Tra le cose che ho portato con me di ritorno dal viaggio c’è un sentimento di pura invidia rispettosa per queste genti, che subiscono a fatica l’inserimento in un mondo di consumi e sciupii. Il paese va visitato rispettandone l’identità e le usanze, facendo in modo di non rovinare un delicatissimo habitat naturale da lasciare intatto ai nostri eredi.
Un viaggio in Islanda, come le ciliegie, tira l’altro.
Continua…


Come arrivare:
Il viaggio è stato reso possibile grazie a WOW AIR.
 All’aeroporto di Keflavik (KEF) prendere un’auto a noleggio e dirigersi al sud dell’isola. Il paese più vicino alla spiaggia è Vik (10 minuti) che si trova a circa 200 km. da Reykjavik, circa due ore di autostrada.
 Via mare: navi dalla Danimarca, dalle Isole Faeroe o da Bergen (Norvegia) al porto di Reykjavik

Total black


The black beach of Reynisfjara is, among the beaches similar to her in the world, the most magical and mysterious of all. Like all destinations of interest on the island of trolls, it is the result of the erosion of volcanic debris and ash from lava flows. The place is an impressive as most of the natural landscapes of this marvellous island, destination in recent years of intense tourism, unfortunately, but deserved thanks to the effect produced to visitors by total immersion in a still – almost – intact and amazing environment.


You will be astonished in front of the basalt columns, walls lined up above the pebble and sand beach that you won’t find anywhere else in the world. These natural pillars were models for the construction of the church of Hallgrímskirkja in Reykjavik to the architect Guðjón Samúelsson and the evidence of the example is remarkable.


The view is widened from the beach to the two basalt sea stacks called Reynisdrangar: the legend has it that two trolls were turned into stone when they were caught in the sunlight ad dawn while trying to steal a ship. Above us a colony of seabirds surprises us with sharp screams: puffins, ducks and seagulls produce the only noise in the place, with the background noise of the strong undertow. A sea which icy and unpredictable waters from which they advise us to stay away, because it is dangerous. He has already dragged some careless tourists off in the past.


The wind erosion has created some mythical caves and the cinematography has exploited its disturbing beauty, inserting them in some movies as “Noah” of Russell Crowe (in the Raufarholshellir cave Anthony Hopkins played the role of the protagonist’s father) and in the American TV series Game of Thrones (Jon’s landing place before arriving at Eastern Fort).
Before the splendour of this mystical place I was impressed by the profound sense of respect and belonging by our guide, a local gentleman who introduced us to the knowledge of the traditions and customs of the heirs of the Viking people. I advise you to always choose, but especially in Iceland, a LOCAL professional guide if you have a good knowledge of English language.


Among the things I brought with me on the way back from the journey there is a feeling of pure envy that is respectful for these people, who struggle to enter a world of consumption and waste. The country must be visited respecting its identity and customs, making sure not to ruin a very delicate natural habitat, to leave intact to our heirs.
A trip to Iceland, like cherries, leads to another.
To be continued….

How to get there:
 At the Keflavik Airport in Reykjavik (KEF) rent a car and take Vik direction. The beach is a 10 minutes from Vik which is 200 kms. From Reykjavik, about 2 hours drive.
 By sea: boats from Denmark, Faeroe Islands or Bergen (Norway)to Reykjavik Harbour.

Archivi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *