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Venezia

Venezia

A never ending charming decline

How can I introduce Venice with something new? Mission impossible. Everything about this old village has already been written. Venice is, in my opinion, the last of lost world’s wonder, a place where you fall in love of beauty and old glamour in spite of the modern metropolis.

But… a first bad mark goes to the rule of open space outlet Venice won in the last years, without respect of her being an old “Signora”, raping her beauty with emblems and unsuitable activities and business.

A second bad mark is reserved to the iniquitous merchants of trivial objects in an area built by old traders of valuated merchandise in the past. Who permit this?

A third bad mark is sent to the too many visitors leaving a dirty place and affecting the dignity of an historical city. This kind of people has no nationality. We hear today the proposal of a defined maximum number of tourists admitted, a discussed solution with various opinions. Residents are furious, with many good reasons.

Venice belongs to everybody and we could lose it if we don’t defend this delicate and unique jewel. I write this after a long afternoon in the calli and over the bridges, some beautiful hours walking and avoiding the hordes of tourists, as also in low season are changing the town in a battle field: phones, extension bars, backpacks and picnic on the church’s and Palace’s marble stairs. Forgetting the worst, which I do not mention for dignity reasons.

It’s avoiding the crowd when Venice is surprising, out of the obliged path, in the resident’s districts, where you can breathe and get lost with no direction and purpose.

I invite you to my walk in my images.

But, please, quietly.

The images in gallery has been taken in: Burano, Mazzorbo, Murano, Giudecca, Cannaregio, Ghetto.

How to get there:

  • Airport: Marco Polo, connected with the town passing by Mestre and the Bridge. From Mestre by train, taxi, bus or motor-boat
  • Car: motorway to Venice from Milan, arriving in Mestre (as above)
  • Train: from Milano Central Station to St. Lucia Station directly in Venice.

 To be seen:

  • The Laguna
  • Islands of Burano, Murano, Torcello, Sant’Erasmo, Mazzorbo, Giudecca, Sant’Elena.
  • The Venice’s area of Ghetto, Dorsoduro, Zattere, San Marco Piazza and all small Piazze, Arsenale.

Un’infinita affascinante decadenza

Cosa potrei scrivere di Venezia che non sia stato già scritto? Impresa impossibile, tutto è già stato scritto. Questa città è per me la più sorprendente al mondo, ultimo dei paradisi perduti, un luogo dove ti innamori della beltà e del fascino antico, pur essendo metropoli moderna.

Una prima nota di demerito va a chi l’ha resa un outlet a cielo aperto negli ultimi anni, non rispettando il suo essere vecchia Signora, violentandola con insegne e attività che con Venezia non hanno nulla a che fare. E a chi ha permesso a banali commerci di prendere il sopravvento in una comunità che di grandi commerci è stata ideatrice, e su cui ha vissuto per secoli. Chi ha permesso tutto questo?

Altra nota di demerito va a chi visitandola l’abbandona sporca e ne scalfisce la dignità. Questo tipo di turista non ha nazionalità. Oggi si parla di numero chiuso relativo alle visite turistiche, e la proposta ha suscitato commenti di ogni genere, soluzione che ha dato voce a diverse opinioni. I residenti sono furiosi e hanno tutte le ragioni.

Venezia è di tutti, ma potremmo perderla se non ne prendiamo cura come un gioiello delicato ed unico. Scrivo questo dopo un pomeriggio passato per le sue calli e sui ponti, qualche ora a piedi cercando di evitare le orde di turisti che ormai non hanno più stagione, ed anche nel periodo che una volta si chiamava bassa stagione tramutano la città in un campo da battaglia con armi in pugno: cellulari, stanghe di allungamento, zaini, picnic sui gradini di chiese e palazzi. E non dimentichiamo il peggio che tralascio per senso di dignità.

E’ evitando la folla barbarica che Venezia ti stupisce e ti lascia letteralmente a bocca aperta. Al di fuori dei percorsi obbligati, nelle calli secondarie, nei quartieri dei residenti si respira finalmente aria di normalità e ci si può concedere la grande soddisfazione di perdersi, letteralmente, senza direzione e senza scopo. Vi invito a questa passeggiata con le mie immagini.

Ma, per favore, in punta di piedi.

Le immagini in galleria sono di: Burano, Mazzorbo, Murano, Giudecca, Cannaregio, Ghetto.

 

Come arrivare:

  • Aeroporto Marco Polo connesso con la città tramite il ponte da Mestre. Da qui via treno, taxi, bus o motoscafo.
  • In auto: autostrada per Venezia da Milano, arrive a Mestre (come sopra).
  • Treno: dalla Stazione centrale di Milano alla Stazione di Santa Lucia direttamente in Venezia.

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